Cosa portare al primo incontro con l'Assistente Sociale
- sbettega
- 23 feb
- Tempo di lettura: 2 min
In molti anni di lavoro all’Istituto Nazionale dei Tumori, quando pazienti o familiari mi chiamavano per fissare un primo colloquio, la domanda era quasi sempre la stessa: “Che cosa devo portare?” “Quale documentazione serve?”.
La mia risposta era sempre la stessa: niente.
Non perché la documentazione non sia importante. In alcuni momenti lo è, e molto.
Ma perché il primo colloquio, per come l’ho sempre inteso, non è il colloquio delle carte. È il colloquio delle emozioni.
Spesso le persone arrivavano con cartelle cliniche ordinate, verbali, percentuali, referti. Portavano documenti come se fossero una protezione. Restare sul concreto, su ciò che è già scritto, può dare l’illusione di avere ancora qualcosa sotto controllo.
Il primo incontro, invece, è lo spazio in cui si prova a dare un nome a ciò che sta accadendo.
Che impatto ha avuto questa diagnosi?
Come sta cambiando la mia vita?
Cosa sta succedendo nelle mie relazioni?
Solo restando in questa dimensione è possibile creare un contatto autentico.
Se anche l’assistente sociale rimane esclusivamente sulle percentuali di invalidità o sulle procedure da attivare, il rischio è quello di trasformare l’incontro in un passaggio tecnico, corretto ma privo di relazione.
Naturalmente, ogni contesto ha le sue regole e le sue procedure.
Non è necessario arrivare con faldoni pieni di esami del sangue, referti molto datati o documentazione ridondante.
Una relazione clinica recente e ben strutturata, eventualmente accompagnata da valutazioni specialistiche rilevanti — come quelle di geriatra, fisiatra, oncologo, chirurgo o altri professionisti coinvolti — è generalmente molto più efficace di una grande quantità di carte.
Se già presenti, è opportuno avere con sé il certificato del medico curante redatto per la richiesta di invalidità civile e l’eventuale modulo di invio o ricevuta del patronato.
La differenza non sta nella quantità dei documenti, ma nella loro pertinenza e aggiornamento.
In un primo colloquio è anche possibile "mettere ordine" insieme nella documentazione, per fare ordine dentro di noi e iniziare un percorso insieme.
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